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Bacchetti Onorato

(Pistoia, 22 febbraio 1817 - ?, 1890), docente di Materia medica.

Volgendo lo sguardo al modo col quale solevasi, or sono pochi lustri, impartire l’insegnamento della materia medica non solo nelle università italiane, ma anche in molte straniere, si prova vivo dolore vedendo in quale abbandono era tenuta questa parte, che è di certo la più importante della medicina.

Il soffio di nuova vita dato dalla fisiologia agli studi medici, si fece sentire potente nella farmacologia sperimentale.

In questo ultimo ventennio l’igiene e la materia medica hanno conseguito meravigliosi progressi e senza jattanza si può asserire che continuando ad essere fecondate da rigorose ricerche sperimentali, si potrà raggiungere l’ideale di prevenire e curare un numero molto più esteso di malattie, di quello si possa fare adesso.

Chi visse quarant’anni fa nell’insegnamento della materia medica e riconobbe quanto era erroneo l’indirizzo, che si dava a questi studi, provò molti disinganni vedendo frustrati tutti i tentativi per poterlo migliorare.

I successori debbono tenere conto di queste condizioni per giudicare con animo equo ed imparziale l’opera dei loro maggiori.

In mezzo a queste difficili condizioni visse Onorato Bacchetti. Da modestissimi genitori trasse i natali a Pistoia il 22 febbraio del 1817.

Nel 1845 lo vediamo assistente alla scuola di Stefano Stagi, che dallo studio della botanica era passato nel 1839 all’insegnamento della materia medica nell’Ateneo pisano.

Fu grande fortuna per il Bacchetti di avere contratto amicizia con Carlo Matteucci, uno degli uomini più eminenti nelle ricerche biologiche moderne.

Il Matteucci lo ebbe per amico carissimo, lo volle con se a Parigi ed il Bacchetti poté assistere agli insegnamenti di Magendie e di Bernard.

Il Bacchetti faceva il ripetitore in vari rami della medicina agli studenti greci e corsi, che in allora frequentavano in gran numero l’ateneo pisano. Difatti pubblicò un discorso da lui letto nel 1842 alla fine di esercizi di patologia e di anatomia patologica.

Bacchetti cominciò il suo insegnamento ufficiale di materia medica nel 1859, prima come supplente, poscia come professore ordinario.

Occupò tale cattedra dal 1859 al 1885.

Il Bacchetti non ebbe la forza di lottare in modo virile per seguire il nuovo indirizzo sperimentale, col quale doveva essere impartito questo insegnamento.

La prima sede del museo di materia medica fu in un miserabile locale vicino al gabinetto di storia naturale: dopo molti stenti il Bacchetti poté ottenere due stanze nel palazzo della Sapienza, quindi gli si concessero alcuni vani nella scuola medico-chirurgica, dove con grande difficoltà si cerca di annettere al museo un laboratorio di materia medica.

Il Bacchetti, così mi scriveva un sapiente collega, dopo di avere perduto la speranza di costituire un laboratorio, si risolse di raccogliere esemplari di piante e di droghe.

La maggior parte delle collezioni è formata piuttosto con doni racimolati che con acquisti, che gli siano stati permessi.

Molti composti farmaceutici sono il prodotto delle preparazioni, che studenti di farmacia facevano nei loro esami pratici; preparazioni che la liberalità dei colleghi permetteva al Bacchetti di portare al suo laboratorio. Infatti nell’inventario ufficiale, che venne redatto il quattro novembre 1888, si accertò che il valore reale degli oggetti scientifici, che si trovava nel gabinetto di materia medica della Università di Pisa era di lire 186 (cento ottanta sei).

Se durante la vita scientifica il Bacchetti non portò largo contributo di lavori, si deve dare la colpa ai tempi tristi, nei quali egli visse, più che a lui.

Ecco le memorie, che potemmo trovare pubblicate da Onorato Bacchetti:

1. Discorso letto ad una Società di studenti di medicina nell’I. e R. Università di Pisa ponendo termine ai privati esercizi di patologia e di anatomia patologica nell’anno accademico 1841-42. - Pisa, Tip. Pieraccini 1842.

2. Su di alcune particolarità relative alla medicina. Reminiscenze di un viaggio a Parigi traversando la Savoja e la Svizzera. 1844. (da pag. 263-7 delle Miscellanee medico-chirurgiche-farmaceutiche raccolte in Pisa nel 1843, anno I. Tipografia Niccolò Capurro).

3. Intorno ad alcuni nuovi medicamenti vegetabili dell’America meridionale. - Lettera a Cosimo Ridolfi di Onorato Bacchetti. (Gazzetta Toscana delle scienze medico-fisiche 1846. N. 18. - Firenze per i torchi della Società Tipografica sopra le logge del Grano).

4. Sulla scorza di Malambro. Ricerche sperimentali fisiologiche e terapeutiche. - Firenze 1851. (Tipografia di Mariano Cecchi) .

5. Nuova applicazione dell’ago elettro-puntura in un caso giudicato di gravidanza extra-uterina tubaria. (Gazzetta medica italiana federativa Toscana, anno V, serie II, 1853).

6. Effetti sull’essenza di Mirbane (nitro-benzina) e della benzina. (Il nuovo Cimento 1856, da pag. 414-8).

7. Sulla fava del Calabar (in colloborazione con C. Regnoli). Livorno 1864 (Successore di Eg. Vignozzi).

8. In memoria di Giuseppe Orosi. 1876. Pisa, Tip. Nistri.

9. Opuscoli di materia medica e di terapeutica. 1877. Pisa (Tipografia Mariotti). Sotto questo titolo sono raccolti alcuni articoli pubblicati nel Dizionario delle scienze mediche.

10. Sommario dei medicamenti vegetali più in uso. Pisa, 1882. (Tip. Valenti).

Il lavoro di Onorato Bacchetti sull’applicazione dell’ago elettro-puntura in caso giudicato di gravidanza extra uterina tubaria, è un buon contributo alla terapeutica ed il valoroso clinico Minati lo dichiarò studio di un’originalità ed importanza notevole. La donna, che fu soggetto di osservazione del Bacchetti, morì soltanto nel 1886.

Le ricerche sull’essenza di mirbane misero in buona luce il fatto: che è sostanza venefica per conigli, uccelli, rane, lucertole, quasi indifferente per i cani.

È degna di attenzione la serie di sperienze, che il Bacchetti fece col Regnoli sulla fava del Calabar: vi si riconosce molta attitudine alle ricerche di laboratorio ed alle osservazioni sul malato.

Negli altri scritti, quasi tutti di compilazione; si ammira nell’autore una coltura scientifica e letteraria non comune.

Il Bacchetti non si può considerare un grande maestro, ma certo fu un dotto ed esatto espositore degli argomenti, che insegnava.

Era abile erborizzatore.

Versato in parecchie lingue straniere, nei suoi viaggi contrasse amicizia con illustri scienziati.

Il nome di Onorato Bacchetti vedesi inciso nel libro d’oro del battaglione universitario toscano del 1848. Con decreto del 23 giugno 1848 egli fu nominato tenente segretario del consiglio di disciplina del battaglione universitario.

L’anno passato (1889), pochi mesi prima di morire, di buon grado accolse la mia preghiera di regalare all’Istituto di materia medica dell’ateneo pisano, parte della sua ricca biblioteca.

Si diede perciò il nome di Bacchetti alla stanza, che racchiude la sua libreria.

Ecco in quale modo l’illustre Minati tratteggiò la fisionomia di Onorato Bacchetti: era alto di statura, ricurvo, bruno di carnagione, aveva occhi neri e tumidi, portava intiera la barba, il suo aspetto era severo. Nel conversare piacevole, zelante del proprio dovere, egli era un perfetto gentiluomo.

Simone Fubini

Da: Annuario della R. Università di Pisa per l’anno accademico 1889-1890
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