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Ascenzi Antonio

Antonio Ascenzi
Antonio Ascenzi
Antonio Ascenzi
Antonio Ascenzi

(Boulogne sûr Mer, 4 maggio 1915 – Roma, 2000), docente di Anatomia e istologia patologica.

Fu senza dubbio uno dei protagonisti più illustri degli studi anatomici italiani della seconda metà del Novecento. Il 20 dicembre 2000, l’Accademia dei Lincei, di cui lo scienziato di fama internazionale era da lungo tempo socio nazionale, ne comunica la morte, avvenuta all’età di 85 anni nella sua casa di Albano Laziale. Nato in Francia il 4 maggio 1915, Ascenzi, dopo aver diretto l’Istituto di Anatomia Patologica ed il relativo Museo dell’Università di Pisa dal 1960 al 1968, fu chiamato a ricoprire la cattedra all’Università di Roma, dove concluse la sua carriera con il titolo di Professore Emerito.

A lui si devono fondamentali studi sulla microstruttura delle ossa, grazie ai quali è stato possibile dimostrare, ad esempio, che la lamella è la struttura da cui dipendono le proprietà biomeccaniche del tessuto osseo. I risultati ottenuti da questi studi sono stati possibili grazie ad un sistema computerizzato comprendente, tra l’altro, un analizzatore automatico di immagini illuminato con luce polarizzata circolare, messo a disposizione di Ascenzi dal professor Alan Boyde, del Dipartimento di Anatomia dell’University College di Londra.

Antonio Ascenzi ha avuto grandi meriti anche nel campo della Paleopatologia, fornendo agli archeologi strumenti formidabili per quanto riguarda la conoscenza di alcune malattie presenti in età preistorica. Uno dei più importanti risultati in quest’ambito è di aver dimostrato, grazie all’applicazione di metodi immunologici, la conservazione dell’emoglobina non soltanto in ossa risalenti ad epoca storica, ma anche in ossa di epoca preistorica, aprendo così la strada alla diagnosi diretta della talassemia e delle emoglobinopatie su resti scheletrici di intere popolazioni dell’antichità. In campo paleopatologico il suo nome è legato alla scoperta del cranio neandertaliano del Monte Circeo e, soprattutto, del cranio di un individuo vissuto circa 800-900 mila anni fa, ritrovato a Ceprano, in provincia di Frosinone, e che ha fornito importanti notizie antropologiche sull’evoluzione dell’uomo. Le caratteristiche antropologiche craniali, infatti, hanno dimostrato che l’uomo di Ceprano rappresenta l’Homo erectus tardo, anello mancante di congiunzione fra l’Homo erectus e l’uomo di Heidelberg (medio Pleistocene).

Alle numerose onorificenze si aggiunse, nel 1984, la medaglia d’oro dei Benemeriti della Cultura italiana, conferitagli dalla Presidenza del Consiglio.

Rosalba Ciranni e Generoso Bevilacqua

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